Vicenza, 21 settembre 2009
L’ipocrisia che investe gran parte della politica nazionale si evince anche di fronte alla morte dei soldati italiani a Kabul.
Sebbene i nostri militari in Afghanistan meritino il giusto rispetto per lo spirito con il quale affrontano la propria missione, ancor più per chi è caduto; atteggiamento contrario deve essere invece tenuto per tutti quei politicanti che mascherano la mancanza di sovranità, se non di orgoglio nazionale, sacrificando i nostri soldati su di un fronte che non difende nessun interesse nazionale, ma che rimane esclusivamente funzionale alla scellerata politica estera statunitense, assecondata oramai anacronisticamente in virtù di un “patto Atlantico” che non ha più ragione di esistere.
La Fiamma Tricolore, da sempre e coerente con il proprio programma politico, ribadisce l’esigenza di una immediata uscita dell’Italia dalla N.A.T.O. in quanto, oggi a maggior ragione, non ci possiamo più permettere di mantenere questo dispendio di denaro e soprattutto di giovani vite, quali debiti da pagare (fino a quando?) per aver “perso” la Seconda Guerra Mondiale.
Se, in un recente passato, l’essere parte della N.A.T.O, era giustificato dalle logiche di Yalta, in contrapposizione al “ pericolo sovietico”; venuta meno la contrapposizione est-ovest, oggi non ci possono più raccontare che le ragioni di una nostra presenza militare in Afghanistan siano quelle di una “missione di pace” o, peggio ancora, in funzione anti-terroristica innanzi pericolo di Al-Qaeda: una fantomatica organizzazione con a capo un uomo barbuto che, in sandali e con un ramo secco come bastone, coordina una rete terroristica mondiale, dall’interno di qualche caverna Afgana.
Quanto durerà il tempo delle favole?
Piero Puschiavo
La grande soddisfazione espressa del mondo politico occidentale in riferimento alle elezioni democratiche” svoltesi in Afghanistan ha assunto un forte grado di ipocrisia unitamente ad una totale mancanza di realismo e di seria analisi politica.
Se di elezioni democratiche si parla, non si capisce l'eccezionale militarizzazione dei seggi che, anche se protetti dai “cattivi” Talebani, pensiamo non abbiano garantito regolari scrutini e operazioni di voto. Servirà infatti più di un mese per scrutinare poco più di 6milioni di voti. Come prevedibile, poi si annunciano brogli e quant'altro, mentre i due candidati continuano a proclamarsi vincitori.
Come si può dunque parlare di successo!
D'altronde sappiamo benissimo come funzionano certe elezioni. Probabilmente un copione visto anche nel dopoguerra italiano, dove la “democrazia” americana garantì (o favorì) la vittoria alla Democrazia Cristiana.
Queste forme democratiche imposte da più di sessant'anni, con le armi o con il ricatto, per preservare il mantenimento degli equilibri del patto atlantico,” in gran parte del Medio Oriente e non solo, non hanno fatto altro che portare guerre, distruzione, migrazioni e immigrazioni verso l'Europa.
Sebbene si continui a parlare di successo e di democrazia è bene ricordare che i più feroci massacri e le più inaudite violenze si sono avute in seguito all'’annuncio di “vittoria della democrazia” e “ristabilita la pace” da parte degli USA, registrando oltretutto un continuo incremento di perdite di soldati statunitensi non ancora concluso.
Per una politica più equilibrata e realista bisogna evitare di spacciare come un successo i continui fallimenti in politica estera da parte degli USA e dei suoi “debitori” europei che, come l'Italia, li sostengono in nome di una democrazia universale,” nemica acerrima dell'’autodeterminazione dei popoli.
Piero Puschiavo, Coordinatore regionale del Veneto
Tra le numerose e ben più serie preoccupazioni che investono migliaia di italiani, in particolar modo colpiti da una perdurante e seria situazione socio-economica, il problema referendum, rischia, come naturale, di passare in secondo piano, se non nel dimenticatoio. Già in Italia il disinteresse per questa forma di consultazione è noto, e non solo in quanto si tratta di uno strumento esclusivamente abrogativo e non propositivo, ma soprattutto perchè, in particolar modo negli ultimi anni, questo strumento di consultazione popolare viene boicottato in quanto risulta quasi sempre possibile stravolgerne l'esito attraverso iter e nuove normative promulgate ad hoc dal Parlamento, volte ad aggirarne il risultato. Nello specifico, gli attuali quesiti referendari, nella sostanza, sono volti a rafforzare ulteriormente il processo di aggregazione politica volto a consolidare un sistema bipolare maggioritario di stile anglosassone, a discapito della pluralità delle rappresentanze. Contro ogni forma di tentativi di consolidare questo sistema bipartitico la Fiamma Tricolore, da sempre si batte per un sistema elettorale basato sul proporzionalismo puro, attraverso le preferenze, unico modo per dare piena rappresentatività e voce a tutti gli elettori.
Piero Puschiavo Segreteria Nazionale
Come spesso capita, bisogna che la piena ci travolga, prima di pensare di alzare gli argini; così ho interpretato l’invito ufficiale del nostro Segretario Luca Romagnoli, ad aprire un dialogo con Storace e Fiore per ipotizzare un possibile partito unitario.
E' bene ricordare che tale messaggio è stato chiaramente lanciato in un momento molto più importante e sgombro di equivoci rispetto a questo, esattamente il 31 gennaio 2009, quando in occasione dell’Assemblea “regionale” del Veneto, intervenne lo stesso Segretario Nazionale di Forza Nuova, lanciando l'appello per un progetto unitario, senza poi trovare alcun riscontro ufficiale.
A questo proposito, quale componente della Segreteria Nazionale, rilancio tale proposta, ma non prima di aver consultato la base militante attraverso la sua massima espressione che di fatto è il Comitato Centrale.
Poiché non si ritiene opportuno che tale importante decisione, addirittura di mettere mano al simbolo, possa essere presa da chi, sordo, ha voluto guidare il partito in solitaria e da chi, presuntuoso, ha scelto l’alleanza con soggetti che intendono la politica come un personale interesse affaristico, il tutto deciso in un momento cruciale come le elezioni europee.
Mi auguro che tale proposta, prima di essere diffusa ufficialmente, venga discussa in opportuna sede in quanto esistono, in alcune zone d’Italia, al di fuori dell’hinterland romano, situazioni delicate e molto particolari.
L’imminente Congresso Nazionale poi, che, come da statuto, dovrà essere convocato quanto prima, potrà sicuramente essere la prima occasione per far esprimere ai vari segretari delle formazioni politiche chiamati in causa, le loro idee e progetti e soprattutto la loro chiara volontà sul futuro dell’area.
A maggior ragione perchè ci troviamo in una fase che deve trovare come primo punto quella massima trasparenza che da sempre ci differenzia, nel pieno rispetto della base militante e dei loro rappresentanti.
Piero Puschiavo, Segreteria Nazionale
MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE
COORDINAMENTO REGIONALE DEL VENETO
COMUNICATO STAMPA
Leggo con forte perplessità l’editoriale a firma di Ferdinando Camon sul Giornale di Vicenza di martedì 21 aprile scorso, e non posso sottrarmi nel manifestare il mio dissenso di fronte ad un’analisi così sommaria ed ipocrita sulla questione razzismo.
Sul banco degli imputati, già giustiziati, i tifosi juventini che gridano “buuuuu” al “povero” Balotelli vittima dell’intolleranza razzista.
In terza pagina leggo del presidente iraniano, unico capo di stato presente a Ginevra al summit contro il razzismo, accusare Israele delle posizioni razziste contro i palestinesi, e quindi summit boicottato da tutti gli stati succubi del potere sionista.
Se facciamo un’analisi più lucida ed equilibrata come si può tacciare di pericoloso razzismo un buuuuu da stadio diretto all’interista Balotelli, non a sissoko(nero juventino) e di antirazzismo chi boicotta il summit di Ginevra per sottrarsi alle proprie responsabilità riguardo le politiche razziste adottate da stati come USA e Israele che in piena sintonia tra loro e tra l’indifferenza dei vari Camon, massacrano di fatto un popolo inerme.
Bene quindi, continuiamo con questa nauseante ipocrisia.
Fermiamo gli insulti! Arrestiamo i tifosi razzisti perché nelle loro case troveremo armi di distruzione di massa come calendari del Duce e foto di Hitler, presi da qualche fascicolo in edicola, perché “Dio è con loro”.
Con il diavolo invece c’è chi fa finta di non vedere dove il razzismo si pratica a suon di boom (bombe al fosforo).
Nel calcio sono molte le cose che non funzionano a cominciare dal giro d’affari che ha trasformato questo sport in un’industria del quale è “vittima” anche Balotelli (19 anni e 500.000 euro annui) ed in un momento dove non si arriva a fine mese, chi spende i soldi per lo stadio e di fatto mantiene i vari “neri” del campionato può anche permettersi un buuuuu del tutto innocuo sul profilo razzista.
Piero Puschiavo
Coordinatore Regionale del Veneto
Fiamma Tricolore
Vicenza, 18 marzo 2009
La decisione del Consiglio Comunale di Venezia di respingere il referendum per la chiusura del campo nomadi di Favaro dimostra, ancora una volta, la totale sordità dell’amministrazione ai reali problemi dei cittadini.
Le 12.000 firme raccolte hanno trovato una maggioranza blindata che ha bloccato di fatto qualsiasi ipotesi di “democratica” scelta.
Se da una parte Berlusconi viene accusato di imporre leggi a suo uso e consumo, grazie alla propria maggioranza blindata rappresentata da “yes man”, a sinistra la metodologia è la stessa; guarda caso il “filosofo” Cacciari si è espresso con un << Berlusconi docet!>>.
Per chi ancora nutrisse dei dubbi, i frutti del tanto decantato bipolarismo si stanno raccogliendo anche in queste “blindate” decisioni, con i cittadini che si ritrovano a dover rappresentare sempre più il ruolo di “plebei”, cui non resta che esercitare amaramente il proprio “democratico” voto concesso loro solamente per decidere se finire fritti o in padella.
Piero Puschiavo
Vicenza, 27 febbraio 2009
Qualche giorno fa le obbligazioni (bond) Fiat sono state classificate con un “rating” bassissimo cadendo nella categoria “Junk”; ovvero spazzatura. L’Amministratore delegato Sergio Marchionne, al fine di tranquillizzare i mercati, principale preoccupazione, ancor prima della produzione e dei dipendenti,è subito accorso a dichiarare <
Perchè ricordiamolo, ciò che è pubblico non è necessariamente sinonimo di inefficienza, dipende dalla gestione e da come viene amministrata un'azienda. E' ora di invertire la rotta! Basta con la solita truffa a danno dei cittadini che vedono da anni, per realtà come la Fiat, privatizzare gli utili e socializzare le perdite. Intervenga sì lo Stato ma per socializzare la società torinese e dare giusta dignità ai lavoratori. Ora devono iniziare a pagare gli speculatori!
Piero Puschiavo
La situazione di Lampedusa, poi quella di Massa e i continui episodi di violenza gratuita in giro per lo Stivale pongono in evidenza la mancanza di risposte concrete, forti e decise di un Governo in grave difficoltà non tanto nel gestire, ma ancor prima nel controllare e cercare di limitare il sempre più preoccupante e crescente problema immigratorio.
Assistiamo quotidianamente ad episodi di criminalità comune di ogni sorta che vedono come responsabili immigrati (aggravio indesiderato al già pesante fardello della malavita nostrana, con tutte le ricadute negative in termini sociali ed economici); la crescita dei flussi extracomunitari non conosce sosta ed è, anzi, tendenzialmente in aumento (nonostante accordi “bilaterali” con
Inutile “arrampicarsi sugli specchi” scaricando la colpa sulla “sinistra provocatrice”, o sulla “scarsa illuminazione” nelle strade buie, per mascherare e trovare una giustificazione alla propria incapacità e alla inefficacia delle misure adottate, rivelatesi al momento più che inadeguate.
Il Governo deve trovare quanto prima la forza - e soprattutto la volontà - di far rispettare gli accordi stipulati con gli altri Stati, che si sono rivelati a tutt’oggi niente di più che elargizione di soldi a pioggia per la discutibilissima “riparazione” di torti storici oppure investimenti dal solo risvolto d’interesse economico per grandi imprese.
Gli italiani non possono più sopportare il carico delle irresponsabili e scellerate politiche buoniste e permissive del centrosinistra prima e quelle dettate dalle trovate propagandistiche ad uso elettorale del centrodestra poi!
Non possiamo più accettare che i nostri militari vengano mandati in giro per il mondo in virtù di un patto atlantico (NATO) che non ha più senso di esistere, quando potrebbero meglio essere utilizzati per il controllo e la sicurezza del nostro suolo e per gli interessi della nostra Nazione. Soprattutto quelli geopolitici, perché un’Italia davvero forte e presente nel Mare Nostrum non sarebbe più il ventre molle d’Europa per ogni tipo di immigrazione e malaffare, ma fungerebbe da interlocutore di riferimento e faro di sviluppo per quei Paesi oggi in sofferenza, scoraggiando le diaspore di disperati, opportunisti ed avventurieri.
Piero Puschiavo
Vicenza, 21 gennaio 2009
Nell'attuale appiattimento politico, privo di qualsiasi dibattito serio, occorre porre chiarezza sulla questione israelo-palestinese. Si continua scioccamente a paragonare i musulmani in preghiera in piazza Duomo a Milano con Hamas ed i patrioti palestinesi e, conseguentemente, a porre sullo stesso piano chiunque assuma le difese dei palestinesi a Gaza. Oltre a non trattarsi di una questione religiosa, occorre sottolineare che si tratta di un problema completamente diverso rispetto a ciò che sta accadendo in Palestina, ovvero: la questione dei 'sederi alti' a Milano rappresenta sempre e solo il problema dell'immigrazione, mentre a Gaza, la questione investe l'autodeterminazione di un popolo sotto embargo, senza rifornimenti bellici, massacrato alla luce del sole tra l'indifferenza generale. I tanto sbandierati diritti umani, ipocritamente decantatati dai buonisti e benpensanti di ogni schieramento politico, vengono tranquillamente violati da Israele che, come se non bastassse, si fa anche beffa delle risoluzioni dell'Onu, bombardandone pure le sedi. Tiepide come al solito le reazioni e questo fa capire ad un pensatore medio che l'impunità riservata ad Israele interessa gran parte delle democrazie occidentali che vanno dagli Usa ai loro vassalli dell'Unione europea. La Fiamma Tricolore vuole porre al centro dell'attenzione il ruolo di Israele nella politica internazionale, scansando a priori la questione immigrazione, furbamente strumentalizzata soprattutto a destra. Si faccia quindi molta attenzione nel definire le nostre posizioni nei confronti dei patrioti palestinesi (e non terroristi), paragonandole a quelle di chi vuol togliere i crocefissi nei luoghi pubblici e vuole costruire le moschee; ricordando inoltre di essere tra i pochi ad essere stati colpiti dalle leggi liberticide contro l'istigazione e la discriminazione razziale, denunciandone il problema sin dai primi anni 90. La Fiamma Tricolore, da sempre coerentemente schierata per 'autodeterminazione dei popoli, non accetta il paragone con i comunisti o con le cornacchie dei centri sociali occupati; oggi filopalestinesi, ieri a fianco dei 'liberatori' e a chi regalò lo Stato di israele nel 1948.
Piero Puschiavo

Vicenza, 6 gennaio 2009
Altro lutto tra i nostri gloriosi reduci. Antonio Guerin, combattente della Repubblica Sociale Italiana ci ha lasciati.
Antonio Guerin, insostituibile direttore del mensile Sentinella D'Italia, è stato tra i più arcigni difensori dello spirito fascista. Uomo di grande coerenza e impeccabile determinazione, non si è mai nascosto di fronte alle persecuzioni subite nell'immediato dopoguerra, in una terra, come quella Giuliana, difficile da vivere.
A Monfalcone, in provincia di Gorizia, scriveva i suoi dirompenti editoriali; acerrimo nemico del liberismo capitalista, nonché fervente anticlericale, non usava mezzi termini nell'accusare ogni nemico dello Stato Sociale. Stimato amico di Léon Degrelle, di cui conservava gelosamente una foto insieme a lui.
È grazie a un editore come Antonio Guerin, se tante opere di Degrelle sono state pubblicate nel nostro paese. Lui, coraggioso editore, ricordò il generale da vivo e da morto, dedicandogli articoli che hanno ispirato in tanti giovani un vero e proprio ‘mito’ di Léon Degrelle.
Tra i suoi scritti, "L'Ultima Raffica", un bel romanzo per i giovani dei nostri tempi, utile a comprendere il vero significato di valori come Onore e Fedeltà, testimoniati dalla sua esperienza di vita che lo vide arruolarsi a soli 16 anni nella GNR, attraverso lo scambio del documento di identità con un maggiorenne, al fine di poter andare a combattere nella zona del Lago di Garda orientale. Non amava raccontare la sua vita, il suo nostalgismo quasi non si notava ma, avuto modo di confrontarmi con lui sui più svariati argomenti di attualità, era possibile capire il suo amore per la Patria, servita con assoluta dedizione, pur non essendogli mai stata riconoscente.
La Repubblica Italiana infatti, nata dalla "resistenza", non ha mai avuto il coraggio e soprattutto l'onestà di riconoscere Uomini come Antonio Guerin che, sprezzanti della morte si batterono per l'Onore d'Italia. Ma molto probabilmente, conoscendo Antonio, proprio da questa "Repubblica", non avrebbe mai accettato nulla. Addio Camerata Antonio. Ci ritroveremo un giorno...
Piero Puschiavo