Le ansie ed il panico creatosi negli ultimi tempi in conseguenza al nervosismo dei mercati finanziari, soggetti ad una volatilità spaventosa, vantaggiosa per fini meramente speculativi, pongono al centro delle preoccupazioni semplicistiche giustificazioni della crisi economica.
Sicuramente stiamo attraversando una fase di crisi ed occorre valutare se effettivamente si tratta di un aspetto strutturale di un fenomeno ciclico o piuttosto di una situazione venutasi a creare artificialmente a causa di nefaste condotte finanziarie; ma se non focalizziamo la nostra attenzione sul sempre più difficile accesso al credito da parte del sistema produttivo, di sicuro sarà impensabile poter rilanciare l’economia.
Oggi le aziende incontrano sempre maggiori difficoltà nel ricorrere ai fidi bancari in quanto gli istituti di credito, che noi abbiamo sempre giustamente chiamato “di debito”, non rilasciano prestiti nemmeno a fronte delle migliori garanzie.
La grande deflazione monetaria, che imperversa come l’anemia del sangue nel corpo umano, unitamente ai “derivati” e ai famigerati mutui subprime, le vere e proprie armi di distruzioni di massa, si stanno oggi ritorcendo contro il sistema produttivo ed i lavoratori.
Le banche più esposte assumono un comportamento ambiguo: affabile di facciata, ma intimamente diabolico nell’agire, che le porta a sottrarre sempre più denaro e credibilità ai propri spesso ignari clienti.
Alle aziende chiedono il rientro immediato, ponendole in serie difficoltà, tanto da dover, una volta negato il credito, cedere alle banche creditrici quote azionarie che, in questa maniera, le portano ad impadronirsi del sistema produttivo, fagocitando i grandi gruppi e costringendo i piccoli a chiudere i battenti.
Nei confronti dei cittadini mutuatari invece, con la scusa del continuo aumento dei tassi di interesse, hanno fin da subito finto di prodigarsi favorevolmente proponendo furbescamente di rinegoziare i mutui ipotecari per portarli da “tasso variabile” a “tasso fisso” e rassicurando il cliente sui sicuri benefici di alleggerimento della rata. Questo però senza minimamente prospettare che a breve la BCE, e lo stiamo vedendo in questi ultimi giorni, non potendo mantenere a lungo termine tassi troppo alti, avrebbe abbassato il costo del denaro e di conseguenza l’EURIBOR, parametro sul quale vengono calcolati i mutui a tasso variabile, sarebbe inevitabilmente sceso; così ora in molti vedranno diminuire la rata del proprio mutuo, mentre chi lo ha rinegoziato passando a tasso fisso rimarrà al palo.
Il gioco è sempre lo stesso, la strategia unica: il raggiro allo sportello, come avvenne con la proposta ai risparmiatori dei vari titoli “spazzatura” che avrebbero dovuto garantire buoni guadagni…Per chi ha corta memoria vi rammentiamo Parmalat, Cirio, i bond argentini…
E noi l’avevamo detto.
Come al solito, chi governa, anziché puntare il dito contro i veri responsabili e adottare drastici provvedimenti, cerca di rassicurare il più possibile i propri cittadini circa la stabilità bancaria del Paese, stando bene attento però a non intervenire con decisione nei confronti dell’apparato bancario. Si stanziano circa 4 miliardi di euro per le emergenze sociali, soldi che si guadagnano solamente col risparmio degli interessi sul debito pubblico grazie all’abbassamento del costo del denaro, ma sottacciono il fatto che vengono elargiti oltre 20 miliardi di euro per soccorrere il sistema bancario. Se le banche hanno creato disastri e voragini finanziarie, non devono pagare i cittadini, ma devono fallire gli istituti e i loro manager devono andare in galera.
Se consideriamo che si prospetta qualcosa come circa 8 milioni di lavoratori a spasso entro la fine di marzo 2009, le vere feste saranno a primavera, nelle piazze. E vi garantiamo che noi ci saremo!