In relazione alla notizia che il Governo italiano ha regalato la bellezza di 30 motoscafi della Polizia di Stato, destinati al servizio lagunare di Venezia, alla Libia in base all’accordo stipulato circa due settimane fa, il Movimento Sociale Fiamma Tricolore manifesta il proprio disappunto per questa scellerata decisione.
Sebbene costate 25mila euro cadauna, ciò non giustifica che si debbano regalare ad uno Stato che è base nevralgica per l’approdo incessante di immigrati sulle nostre coste meridionali, e sulle cui reali capacità e volontà di contrasto del fenomeno, qualche fondato dubbio rimane, nonostante i recenti accordi bilaterali Italia-Libia.
Non vorremmo dover constatare l’ennesimo danno unito all’immancabile beffa.
Intanto la Polizia lagunare utilizza ancora dei motoscafi di vecchia generazione, che oltre a consumare più carburante, sono soggetti a frequenti interventi di manutenzione e riparazione, e tecnicamente meno efficienti.
Le nuove volanti che da anni a questa parte vengono destinate a Venezia sembrano subire una vera e propria maledizione in quanto non si dimostrano mai pienamente idonee alla navigazione nei canali e l’attesa ormai estenuante di qualche nuova imbarcazione per la Polizia lagunare, è ormai niente più che una pia illusione.
Ma visto l’ottimismo diffuso, nonostante la pessima situazione economica, siamo “Signori” in vena di regali…
Gheddafi, forse ci ringrazierà, i cittadini veneziani difficilmente!
Piero Puschiavo
Nelle ultime ore la crisi ha fatto tremare la più grande compagnia assicurativa Usa, la Aig, crollata del 63%, e le due banche speculative per antonomasia, la Morgan Stanley scivolata del 22% e la Goldman Sachs che ha perso in un trimestre l’11%.
Ben Bernanke, il timoniere della Federal Reserve (l’omologa statunitense della Banca d’Italia, anch’essa cioè una banca privata che lucra gli interessi di signoraggio sulla ricchezza di una nazione) a sua volta dice che non sa quali pesci pigliare.
L’ineffabile Mario Draghi, quello attualmente al timone della Banca d’Italia, quello che ha guidato - da buon alunno di Caffè e di Modigliani - la svendita del patrimonio pubblico nazionale, quale presidente del Comitato Privatizzazioni e consigliere-pilota di Eni, Iri, Bnl e Imi, l’ex vicepresidente per l’Europa della Goldman & Sachs dal 2002 al 2005, ebbene proprio lui ci ammanisce la sua ricetta tampone per la gravissima crisi in atto e le ricadute sull’economia europea ed italiana: maggiori controlli di vigilanza ed autorità! Attraverso il Financial Stability Forum, da lui presieduto…ovviamente!
Quante volte avete sentito straparlare in questi anni di autorità di vigilanza, trasparenza dei mercati e delle informazioni, qualità del credito?
Per inciso la Lehman Brothers è una società di rating con compiti anche di giudizio e valutazione…
Fin qui dunque la logica del Dio Mercato, della follia ultraliberista, delle Banche d’affari, dell’Usura e della Grande Finanza.
Se trionfa questa, com’è probabile, italiani preparatevi a tirare la cinghia: c’è da sostenere la crociata per salvare le povere banche internazionali e le povere compagnie di assicurazione che stanno tentando di far quadrato per salvare i propri privilegi!
Alle dichiarazioni del buon Draghi, fanno da contraltare quelle del Ministro Giulio Tremonti (di cui non condividiamo però appieno la visione eccessivamente ottimistica della situazione dell’indebitamento delle famiglie italiane) il quale così si è espresso in merito alla crisi americana (di fatto internazionale): "non è fallita una banca, è fallito un sistema. Non si tratta del principio della fine ma della fine di un principio: la scelta pazzesca di finanziare la globalizzazione con il debito... Le nuove regole devono farle i governi".
Due analisi, quindi, da due prospettive e dai contenuti sostanzialmente diversi.
Una parla agli speculatori, l’altra ai cittadini…e noi, non possiamo che sposare la seconda, nell’auspicio che la politica torni finalmente a governare l’economia. Per il bene di tutti.
Piero Puschiavo
Ora come non mai, il fallimento della finanziarizzazione dell’economia impone serie e risolute riflessioni, in particolar modo da parte del sistema politico, chiamato a dover rispondere celermente e con soluzioni drastiche alla crisi imperante, proponendo un’alternativa ad un modello economico non più credibile. È giunto il momento di abbandonare una concezione dell’economia frutto esclusivamente di artificiosi parametri monetari funzionali alla grande speculazione fine a se stessa ed asfittica sul piano produttivo e della crescita.
Occorre riprendere totalmente una impostazione economica legata alle concrete esigenze dell’economia reale, con attenzione particolare al mondo produttivo e del lavoro, armoniosamente collegati tra loro e non necessariamente posti in posizione perennemente conflittuale. Questa esiziale ed ineludibile virata comporterà lo scontro col sistema bancario e finanziario imperante e sarà quello il campo dove andranno a confrontarsi le diverse concezioni di far politica: a servizio dei banchieri o nell’interesse dei cittadini. Solamente chi dimostrerà il coraggio di recuperare il primato politico nelle scelte economiche e, soprattutto, rivendicare la sovranità monetaria, sottraendola ai privatissimi istituti di emissione rappresentati dalle banche centrali, saprà compiere un vero e proprio atto rivoluzionario.
Cominciamo allora da Alitalia, il cui nodo non sono tanto i sindacati (comunque non esenti da colpe), bensì gli istituti di credito, gruppo Capitalia in testa, cui deve esser garantita la totale restituzione dell’esposizione con la vecchia società; ecco perché l’esigenza di buttare sul piatto una cifra superiore a quella offerta in partenza.
Che l’esecutivo abbia il coraggio di portare i libri in tribunale, dichiarare il fallimento dell’Alitalia e ripartire con una nuova società, a vera partecipazione pubblica, perché i settori strategici e nevralgici di una nazione vanno mantenuti necessariamente sotto il controllo statale; riassumano poi i vecchi dipendenti Alitalia e vadano ad acquisire quella parte della flotta ancora efficiente ed in grado di competere su un mercato sempre più selvaggio, e qualitativamente tendente al ribasso sul piano dei servizi, campo in cui Alitalia, comunque per tradizione, ha sempre spiccato. In questo modo non ci vedremo defraudati della compagnia aerea di bandiera, non perderemo il controllo del traffico aereo sul nostro territorio, non ci rimetteranno i lavoratori, ma sicuramente rimarranno con il posteriore a terra le banche creditrici. Qui sta il problema!
Allora continuiamo a sostenere il primo modello economico, a solo vantaggio della finanza speculatrice, o si intende realmente cambiare rotta?
Piero Puschiavo
Il monito lanciato alla festa dei giovani di Alleanza Nazionale dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, secondo il quale chi è democratico e si riconosce nei valori costituzionali di uguaglianza e libertà, deve riconoscersi nell’antifascismo, con ulteriori palate di fango sulla RSI e sulla memoria dei suoi combattenti, ci vede costretti a controbattere con fermezza qualsiasi dichiarazione che non riconosca il loro ruolo eroico e di estrema difesa dell'onore e della sovranità dell’Italia.
Poiché il Movimento Sociale Fiamma Tricolore affonda le proprie radici nella Repubblica Sociale Italiana, quale detentore dello storico statuto del Movimento Sociale Italiano nato nel 1946, rivendica il contributo ed il valore etico, politico, culturale, economico e sociale del Fascismo a fronte di una Costituzione Italiana del 1948 (palese documento di compromesso «storico» fra demo-comunisti), stilata in totale sudditanza ai dogmi dei padrini d’oltreoceano e intorno alla quale è stata allevata una novella civiltà giuridica italiota consistente esclusivamente nell'aggirare la costituzione, nel forzarne il senso, nell'allargarne le maglie, nell'escogitare trucchi «legali» per violarne la lettera e lo spirito; con tutto l’attuale corollario manifesto di scandali, truffe ed intrighi di palazzo, impuniti da una magistratura politicizzata e complice, sempre e solo a danno del popolo.
In una società, come quella odierna, priva di qualsiasi slancio innovatore, politico, sociale, culturale ed artistico, dove l'indice della libertà di espressione viene dopo quello del Belize, non possiamo non riconoscere i valori di libertà e di socialità fondanti del Fascismo, non solo repubblicano.
Un “regime equo ed onesto”, dal quale la “democrazia disonesta e corrotta” di oggi dovrebbe prendere esempio.
Piero Puschiavo
Procura grande effetto sui mezzi d'informazione locali il nuovo provvedimento comunale per contrastare il mercato del sesso.
La “lotta alla prostituzione”, lungi dal colpire in maniera significativa e radicale il problema, pare procurare un certo “bottino” per le casse dell'amministrazione comunale, a suon di multe da € 500 euro a danno di chi viene pizzicato in flagrante.
Al di là del volonteroso ma inefficace sforzo degli amministratori vicentini, le organizzazioni criminali che sfruttano la prostituzione continuano ad agire indisturbate, prova ne è che non si ha notizia (se non saltuariamente) sulla cronaca quotidiana di arresti mirati o di operazioni di grossa portata contro di esse.
Per il solerte e “coraggio” Assessore Dalla Pozza pare sufficientemente incoraggiante che «Le prostitute mostrano di conoscere il provvedimento tanto da essersi subito adeguate»...
Certo....qualcuna si sarà anche adeguata, sicuramente non cambiando la propria professione, ma adottando soluzioni e stratagemmi utili ad aggirare il provvedimento comunale. Così come per qualche altra per la quale “adeguamento” ha significato “cambiar strada”, ma non nel senso di scelta di vita, ma in senso toponomastico dato che il problema pare essersi spostato verso Ponte Alto.
La triste realtà è che al di là di estemporanei ed apparenti risultati positivi iniziali si deve poi fare i conti con un fenomeno criminale che non accenna a diminuire, ma tuttalpiù a mutare strategie e modus operandi.
C'è davvero poco da pavoneggiarsi, a meno che non si voglia scadere in ipocrisie dal fiato davvero corto.
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, come già espresso nel proprio programma politico, ribadisce il fallimento della “legge Merlin” e invita le amministrazioni pubbliche, al di là di improbabili provvedimenti tampone, ad esercitare tutte le dovute pressioni sull’attuale Governo perché riapra quanto prima le “case chiuse”, unica seria e concreta iniziativa per combattere la piaga della prostituzione sotto il profilo del degrado, dell'igiene, della fiscalità, della regolarizzazione, della sicurezza e quindi della tratta e dello sfruttamento delle ragazze.
Piero Puschiavo
La Fiamma Tricolore intende esprimere il proprio sostegno alla Russia di Vladimir Putin oggi oggetto di infamie da gran parte della stampa occidentale.
La sacrosanta risposta della Russia alle prepotenze della Georgia nei territori occupati militarmente, deve essere vista in forma positiva dal Governo italiano, prendendo esempio di come si difendano gli interessi nazionali in politica estera.
Naturalmente i media nazionali, e non solo, ci riservano cronache ed immagini che vedono solamente le difficoltà degli sfollati georgiani, come lo fu solamente per i profughi kossovari, ma bisogna ricordare che da più di qualche anno la Georgia perpetra violenze ed eccidi contro le popolazioni in Ossezia del sud e Abkhazia, e nonostante Mosca abbia sollevato più volte la questione, all’Unione Europea e di conseguenza ai media occidentali non sembra interessare molto.
Probabilmente perché non possono danneggiare gli interessi degli Stati Uniti sul Caucaso, che sono di primario interesse in ambito geopolitico, come lo furono i Balcani, ovvero punti strategici per un maggiore controllo (o futuro attacco) alla “nemica storica” Russia.
Sebbene si siano aspettate le Olimpiadi in Cina per muovere l’attacco georgiano la “coraggiosa” Russia si è dimostrata lo Stato più europeista, e alle parole poco eleganti espresse a Bruxselles del Segretario di Stato americano, Condoleza Rice, circa la reputazione della Russia, va sonoramente risposto che la politica estera o imperialista, americana, seminatrice di guerre in tutto il mondo non è certo l’emblema della miglior reputazione.
Piero Puschiavo